Accordo 4.1 | Scivolate a sei corde
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Guardato con sufficienza dagli acustici, che lo considerano una degenerazione della specie at the crossroad , lo slide elettrico ha sapute regalare nel corso degli anni infinite emozioni a chi ne apprezza le intrinseche potenzialità di feeling generator . Che si usi un collo di bottiglia, un flacone di Coricidin (loggetto più kosher di tutti, ovviamente oggi replicato ), un pezzo di tubo di ottone o qualunque altra diavoleria liscia e vagamente cilindrica, lo slide è unarma potentissima per estrarre anche da improbabili pickup sonorità affascinanti. Improbabili ho detto e lo sottolineo. Non è un caso se chitarre bizzarre, che suonate con le dita gracchiano e mancano di personalità, opportunamente adattate per lo slide riescono a estrarre dalla loro anima un carattere del tutto inaspettato.
In questa passeggiata slide ho provato a riportare in luce, dalle profondità di decenni di frequentazione delle sei corde, gli attrezzi più indicati per andare alla ricerca dei torrenti di puro feeling che negli anni abbiamo ascoltato in reverente silenzio dai dischi di Muddy Waters, Duane Allman, Chris Rea, Rick Vito, David Lindley, Eric Clapton e tanti altri cultori di questo modo alternativo e magico di far vivere una chitarra elettrica. Basic Da sempre sostengo che per suonare bene e con gusto lo slide bisogna dedicargli uno strumento a tempo pieno. Nonostante il mio amico Claudio Bazzari (uno dei più bravi, noti e stimati session man italiani) dimostri sul palco che si può suonare perfettamente lo slide sulla stessa chitarra con cui si suona standard (senza neppure cambiare accordatura), io non ci sono mai riuscito. Certo la tecnica mia dista anni luce da quella dellincommensurabile Claudio, ma cè anche un problema oggettivo, mi mancano quegli accordoni power, aperti e vibranti, che fanno la felicità delle mie orecchie. Per dire, suonare Mercury Blues in standard tuning è una bestemmia. Se avere una chitarra dedicata allo slide è cosa buona e giusta, averne due è lideale. Si può così disporre delle due accordature più usate, mi e sol, bluesy la prima, country la seconda, meglio se usando una chitarra più roca per il mi e una più brillante per il sol. Setup Minimo, ma determinante. La chitarra perfetta per lo slide elettrico ha un capotasto un po più alto e con gli incavi per le corde in piano, indipendentemente dalla curvatura della tastiera. Esistono anche dei gadget di metallo da sovrapporre al capotasto per evitare di rifarlo, ma non so quanto vadano bene. Ne ho uno, ma non ho mai avuto voglia di usarlo perché non mi piace esteticamente. Idem per il ponte, dove le sellette sono tutte regolate alla stessa altezza. Per Strat e Tele (e ogni chitarra con sellette singole) è semplice, più difficile per quelle con ponte tune-o-matic tipo Les Paul. In questo caso conviene acquistare un ponte extra e incidere adeguatamente le sellette per avere le corde piatte. Se invece decidete di usare la vostra Les Paul Standard originale del 1959 per suonare slide, lasciatela comè che va bene uguale, come dimostrano i dischi del vecchio Duane. Chitarra Ed eccoci, alla fine della lunga introduzione, con il tema succoso dellarticolo. Quale chitarra per lo slide elettrico? Qualunque piaccia o sia disponibile è la risposta più logica, perché alla fine, con un po di esercizio e tanto feeling si riesce a fare buone cose con ogni strumento. Alcune però vanno meglio di altre, soprattutto se abbinati al giusto amplificatore. Vediamoli insieme, da quelli ovvi a quelli più impensabili. Le classiche Fender e Gibson Fender Stratocaster. Tulsa Time come la suona Eric Clapton in Just One Night è un punto di arrivo per ogni appassionato di slide elettrico. E il timbro perfetto, larchetipo della posizione in-between (ponte e centrale) con giusto quel po di saturazione che fa la differenza. Ogni Fender Stratocaster, quanto più vintage style possibile va bene. Meglio se attaccata a un vecchio combo Music Man misto valvole e transistor HD-130 2x10. Ottimi anche i Fender a valvole anni 70, magari aiutati da un overdrive discreto e trasparente (Chandler, Tube Works, Tone King, eccetera) Fender Telecaster. Qui lo dico e qui lo nego, a me la Telecaster con lo slide non è mai piaciuta granché. Troppo tagliente, troppo presente, troppo tutto. O sei Muddy Waters e puoi permetterti di fare delle stecche capaci di far godere anche lorecchio più raffinato, oppure niente Telecaster con lo slide. Faccio uneccezione per il suono ottenibile dagli humbucker Fender anni 70 disegnati da Seth Lover e montati su Telly De Luxe e Thinline 2. Sia al ponte sia al manico suonano da dio, regalando un timbro ricco e al contempo brillante che trova un compagno perfetto nel Marshall Bluesbreakers. Gibson les Paul. Come detto, Duane ha fatto sognare il mondo con Burst e Coricidin, ma per quanto mi riguarda, la Les Paul più adatta a suonare con lo slide sono la Junior e la Special (che è una Junior con un secondo pickup al manico). Il P-90 è magnifico per lo slide, grosso grosso, ma con quel carattere di fondo da single coil troppo cresciuto che gli consente di estrarre armonici e guts da far tremare i muri. La mia combinazione perfetta per lo slide è Gibson Les Paul Junior classe 1955-1957 (diciamo 10mila dollari, ma Christie Carter di Gruhn Guitars dice che scenderanno un bel po tra poco) e un bel Fender Champ Tweed primi anni 50 (più o meno 2mila dollari se in ottime condizioni) opportunamente microfonato. Lalternativa è una replica, se ne trovano a poco e suonano benissimo, per esempio il Peavey Classic, un gioiellino che costa poco e suona molto. Le National
Le elettriche di questa casa passata alla storia per le acustiche a risuonatore sono poco amate, addirittura poco conosciute al di fuori di un gruppo ristretto di onanisti che vedono David Lindley come proprio leader spirituale, nessuna rock star ci ha mai registrato soli lancinanti o riff trascinanti. Eppure le National elettriche provotte da Valco negli anni 60 - sia con corpo in legno sia con il delizioso corpo in plastica da quattro soldi pomposamente definita Res-o-Glass dalla fantasiosa creatività anni 60 - sono strumenti ideali per suonare lo slide (anche perché la liuteria precaria le rende poco interessanti per luso standard, la tastiera in genere è piatta come il percorso del Blue Tornado). Tra le caratteristiche estetiche più importanti cè la forma simil-mappa degli USA (la più nota, di devastante bellezza) o spigolosa (Airline) o vagamente lespaulish (anni 50), il picuppone incorniciato (mascherato da humbucker, allepoca lhb era appena nato e faceva più figo), i colori da frigorifero Kelvinator troppo cool per passare inosservati. Dal punto di vista sonoro, le National elettriche eccellono grazie al suddetto pickuppone, capace di produrre sonorità da baritono raffreddato che opportunamente amplificate si fanno magia pura. Provare per credere. Io ho avuto per qualche anno una Westwood 72 del 1964 con corpo in mogano rosso e un unico pickup al manico (anche lei oggi rappresenta un pezzo infinitesimale dellappartamento in cui vivo e per cui si è sacrificata assieme ad altri strumenti di maggior pregio). Dopo averla acquistata per corrispondenza in USA (allepoca quelle in condizioni perfette si compravano con 150 dollari) lavevo provata con il solito Twin regolato sui puliti, avevo deciso che suonava come la melodica Honer di quando ero bambino mentre si soffia il naso ed era finita appesa al muro a decorare la mia stanza. Un bellissimo orpello. Poi un giorno per puro caso lho provata sul Champ tweed classe 1952, un cesso da 1 a 7, un delizioso uragano di armoniche a 8-9, ma chissà perché inadatto alle Fender. Non ci volevo credere, mi sembrava di avere David Lindley dietro le spalle a suonare al posto mio (come sonorità, non come tecnica ahimè). Fantastica, ricca, piena e al contempo chiara. Ho ripetuto altre volte lesperimento, in particolare nellantro di un amico americano, collezionista appassionato di frigoriferi OPS! chitarre elettriche National, e il risultato è stato sempre il medesimo. Abbinata a piccoli amplificatori a valvole con coni da 8 o 10 tirati per il collo ogni National diventa un Mago Merlino impegnato nel suo più grande incantesimo, la magia del suono perfetto che nasce dallunione di componenti imperfette. NB: ho molta stima per la Eastwood Guitars , che da qualche tempo si è impegnata nella produzione di strumenti che ripropongono le forme magiche delle mitiche National degli anni doro. Tuttavia, pur considerando le Eastwood strumenti validi anche dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo, non posso non rimarcarne la profonda differenza strutturale (hanno tutte corpo in legno con camere di alleggerimento) e soprattutto elettrica (i pickup sono humbuckers un po pompati, totalmente diversi dai single coil usati in origine). In compenso sono chitarre ben fatte, perfettamente suonabili in modo standard. Outsider Danelectro. Una parola sola: lipstick. I pickup delle Dano costruite negli anni 60, avvolti in carta stagnola e incapsulati in custodie di rossetto per risparmiare, hanno saputo dare grandissime soddisfazioni ai loro sparuti, ma innamorati estimatori. Povere di segnale, ma ricchissime di complessità, le Dano splendono come loro se usate con lo slide, anche perché - come le National e forse peggio - hanno manici che dopo poco uso cominciano ad assomigliare a canne da pesca con tanto di pesce attaccato, quindi usarle standard non è il massimo. Qui non cè granché da guardarsi attorno, i modelli sono due, la U.2 e U-3 single cut (1957-1958) e la double cut Shorthorn (1958-1969). Fondamentale la versione a due pickup, perché la sonorità più aggressiva del pickup al ponte non può essere ottenuta con la versione a pickup singolo. Per saperne di più sulle splendide Dano cè una bella pagina qui . Due parole, anche qui, sulle repliche. Considerando il prezzo degli originali (a trovarne, da tempo non se ne vede una a due pickup su gBase), che arrivano a superare i 2mila dollari nelle quotazioni, le repliche costruite dagli schiavi doriente sono pù che dignitose. Intendiamoci, i pickup mancano della complessità degli originali, i suoni sono più freddi e tra laltro la potenza duscita è anche inferiore (4,00 kohms contro i 4,75 originali). Eppure, a differenza di tante altre repliche un po così, queste chitarrine da pochi soldi possono dare grandi soddisfazioni. Tutto il resto. Diciamolo chiaramente: di fuffa a sei corde ne è stata fatta tantissima e solo grazie a personaggi geniali come David Lindley e Teisco Del rey si è riusciti a fare business anche della fuffa. ma se vi dovesse capitare per le mani una chitarra strana, col manico curvo, un po sgrausa e dallaspetto bizzarro, magari col top in vera mother-of-toilet , prima di definirla unasse da stiro (o in alternativa una pagaia da canoa) fateci un giro con il Coricidin. Per questa surreale mercanzia il riferimento obbligatorio è il magico Fetishguitars.com , gestito dallaccordiano degli albori Stefano Aria. Lap steel Lalternativa da ginocchia, la lap steel. Altra parola magica per pochi eletti, definisce quel giocattolo con le corde distanti tre dita dalla tastiera che si suona da seduti. Ci sono le Rick in bachelite, le Gibson con top in acero fiammato, le Fender Champ con il pickuppone della Broadcaster... Ma di queste parliamo unaltra volta. Piccola galleria National e analoghe raccolte in Rete Airline Super 3 - 1965
National Glenwood 98 con Bisby - 1962
Equalizzatori a pedale per tutti (05/07/2012)
Alla ricerca del suono (30/05/2002)
La percezione del timbro (21/06/2011)
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